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Trust, sorvegliato speciale dalla normativa antiriciclaggio. Nuove indicazioni di rischio per l’attività dei professionisti.

TRUST E ANTIRICICLAGGIO

E’ già da moltissimo tempo che il Trust è sotto la lente di ingrandimento da parte del fisco, e proprio la Guardia di Finanza nei vari rapporti individua tale strumento come potenzialmente idoneo  a costituire un patrimonio separato che, in concreto, viene sottratto a pignoramenti e sequestri promossi da eventuali creditori.

Non dimentichiamo tra l’altro, che se il disponente ha ingenti debiti tributari nei confronti del fisco, e attraverso il Trust aliena simulatamente i propri beni o compie altri atti fraudolenti, finalizzati a rendere inefficace la riscossione, viene integrato il delitto di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, che è punito con la reclusione fino a 6 anni.
In tali particolari situazioni, per i professionisti che assistono il cliente, il rischio di essere coinvolti, anche a loro insaputa in situazioni di particolare gravità, è elevatissimo e concreto.
Sia ben chiaro, che le problematiche potrebbero essere non solo quelle di rischiare una sanzione amministrativa per l’omessa segnalazione di operazioni sospette (che in tali casi andrà fatta), bensì anche quelle di entrare nel sistema della repressione nei casi in cui concorra e partecipi alle condotte illecite del cliente o aiuti lo stesso in varie forme e modi, ad agevolarne l’esecuzione.

Tra l’altro, sempre in materia di criticità legate al Trust, anche la Cassazione, proprio recentemente, ha evidenziato che

“…ove risulti che la perdita del controllo dei beni da parte del disponente sia solo apparente, il trust è nullo (sham trust) e non produce l’effetto segregativo che gli è proprio…”.

TRUST INDICATORI DI ANOMALIA E OBBLIGO DI SEGNALAZIONE SOSPETTA

Allo scopo di individuare eventuali anomalie, proprio con riferimento all’istituto del Trust, l’UIF in data 2/12/2013, ha emanato uno specifico provvedimento in cui vengono individuate una serie di situazioni al verificarsi delle quali i professionisti devono prestare la massima attenzione.
Tali situazioni, individuate nel provvedimento emanato dalla UIF, sono tali almeno da far ritenere le situazioni descritte anomale ai fini della segnalazione di operazioni sospette, ed oggetto di una particolare analisi da parte dei professionisti.

Questo perchè, dobbiamo sapere che gli indicatori di anomalia, servono al professionista per individuare anomalie nel rapporto con il cliente finalizzate a valutare l’inoltro di una segnalazione di operazioni sospette ma anche alla Guardia di Finanza per valutare l’obbligo da parte del professionista di segnalare l’operazione sospetta.

ISTITUZIONE DEL TRUST DI UN SOGGETTO GRAVATO DA DEBITI

Ad esempio nel documento pubblicato dalla UIF, la situazione in cui il soggetto che istituisce il Trust risulti gravato da una situazione di difficoltà finanziaria o prossima all’insolvenza, o gravato da ingenti debiti nei confronti dell’Amministrazione Finanziaria, è già di per se idonea ad integrare una anomalia che potrebbe portare il professionista ad effettuare una segnalazione di operazione sospetta.

COINCIDENZA TRA DISPONENTE E TRUSTEE (TRUST AUTODICHIARATO)

Altra anomalia evidenziata nella casistica esaminata dalla UIF, è la coincidenza tra disponente e trustee (cd. trust autodichiarato), tra disponente e guardiano, ovvero sussistenza di rapporti di parentela o anche di lavoro subordinato fra gli stessi.

ISTITUZIONE DEL TRUST IN PAESI A RISCHIO O NON TRASPARENTI

Sotto il profilo soggettivo, ove già non fosse sufficientemente chiaro, viene individuata come area di sospetto, l’istituzione del trust in paesi o territori a rischio, specie se il disponente o un beneficiario è residente in Italia, o se il fondo sia costituito anche con beni immobili siti in Italia.
Compreso anche la collocazione del trust al vertice di una complessa catena partecipativa, soprattutto se con diramazioni in paesi o territori a rischio.

Con riferimento alla normativa antiriciclaggio, anche senza il chiarimento del 2/12/2013 dell’UIF, che il Trust fosse elemento di grande attenzione da parte di Avvocati, Commercialisti e Notai era già ben chiaro.

In effetti, nella legge, quando si parla di Trust, per individuare il titolare effettivo si fa riferimento alla persona fisica o alle persone fisiche beneficiarie del 25 per cento o più del patrimonio di un’entità giuridica, se i futuri beneficiari sono già stati determinati; ovvero, alla categoria di persone nel cui interesse principale è istituita o agisce l’entità giuridica, se le persone che beneficiano dell’entità giuridica non sono ancora state determinate.

ADEGUATA VERIFICA ANTIRICICLAGGIO FRAUDOLENTA

Non dimentichiamoci, che la normativa antiriciclaggio ha previsto una sanzione penale specifica nel caso in cui il destinatario degli obblighi durante lo svolgimento dell’adeguata verifica,  ad esempio, pur avendo contezza del titolare effettivo, in qualche modo, non lo evidenzi all’interno del proprio fascicolo previsto dalla legge.
Infatti, la norma prevede che quando gli obblighi di identificazione e registrazione sono assolti con mezzi fraudolenti idonei ad ostacolare l’individuazione del soggetto che ha effetuato l’operazione, le sanzioni sono raddoppiate.

TRUST E CONTROLLI ANTIRICICLAGGIO DELLA GUARDIA DI FINANZA

Anche la Guardia di Finanza, nella sua circolare operativa sui controlli ai professionisti in materia di antiriciclaggio, individua nell’assistenza professionale al Trust un area di grande attenzione.
In particolare nella circolare della Guardia di Finanza sulle ispezioni antiriciclaggio, si evidenzia che in fase di preparazione del campione delle posizioni da esaminare per gli obblighi di adeguata verifica, particolare attenzione andrà riservata alle prestazioni professionali attinenti alla consulenza, organizzazione o gestione di Trust.
Mentre invece per la verifica dell’obbligo di segnalazione di operazioni sospette, sempre per la preparazione del campione da sottoporre a controllo, la Guardia di Finanza richiederà al professionista l’elenco dei clienti per i quali le prestazioni professionali sono state contraddistinte da determinate causali (ad, esempio, gestione di strumenti finanziari, operazioni di finanza straordinaria, operazioni di vendita di beni mobili ed immobili), ovvero riconducibili ad attività comunque collegate, anche indirettamente, a trust, fiduciarie o ad enti no-profit.

Ricordiamo che, per tale tipologia di attività ispettiva, la Guardia di finanza, potrà acquisire tutta la documentazione conservata dal professionista ispezionato ai sensi della normativa antiriciclaggio, ovvero quella detenuta ad altro titolo dal medesimo ma comunque ritenuta rilevante ai fini di una compiuta ricostruzione dell’effettiva operatività della clientela e del relativo profilo rischio.
E durante tale attività ispettiva, altri incroci e riscontri potranno essere possibili attraverso l’esame degli strumenti informatici in uso al professionista oggetto del controllo, ed in particolare mediante le e mail e gli altri documenti eventualmente acquisiti in sede di accesso.

Quindi per i professionisti che operano nel campo dell’assistenza a questo particolare istituto, in caso di controlli da parte della Guardia di Finanza sul rispetto degli obblighi antiriciclaggio, è praticamente certo che tali prestazioni professionali verranno esaminate con particolare attenzione.

Nel recente provvedimento dell’UIF, le autorità competenti richiamano i professionisti alla massima attenzione quando a vario titolo entrano in rapporto con un Trust, soprattutto nei casi in cui tale istituto possa venire utilizzato per finalità illecite ovvero per finalità diverse rispetto a quelle inizialmente dichiarate dal cliente.

TRUST E OBBLIGHI ANTIRICICLAGGIO DEI PROFESSIONISTI

Il professionista, nei casi di assistenza al cliente sul tema del Trust, dovrà fare particolare attenzione già in fase di incarico avendo cura di ottenere dal proprio cliente, una dichiarazione responsabile sullo scopo e sulla natura prevista dalla prestazione professionale.
Inoltre è preferibile che il professionista nel caso di assistenza professionale, richieda al cliente sempre l’ultima versione dell’atto istitutivo del Trust, e richieda altresì informazioni finalizzate a conoscere se si versi in una situazione finanziaria di difficoltà o prossima all’insolvenza o in una situazione gravata da ingenti debiti tributari e proprio per la delicatezza degli obblighi, tali informazioni siano acquisite mediante una dichiarazione sottoscritta dal cliente.

TITOLARE EFFETTIVO NEL TRUST

Per la normativa antiriciclaggio, il titolare effettivo è la persona fisica per conto della quale è realizzata un’operazione o un’attività, ovvero, nel caso di entità giuridica, la persona o le persone fisiche che, in ultima istanza, possiedono o controllano tale entità, ovvero ne risultano beneficiari.

Per titolare effettivo nel caso dei Trust, s’intende:

  • se i futuri beneficiari sono già stati determinati, il titolare effettivo è la persona fisica o le persone fisiche beneficiarie del 25 per cento o più del patrimonio di un’entità giuridica;
  • se le persone che beneficiano dell’entità giuridica non sono ancora state determinate, il titolare effettivo va individuato nella categoria di persone nel cui interesse principale e’ istituita o agisce l’entità giuridica;
  • il titolare effettivo è la persona fisica o le persone fisiche che esercitano un controllo sul 25 per cento o più del patrimonio di un’entità giuridica.

Di: Dott. Antonio Fortarezza
Dottore Commercialista in Milano
Centro Studi Veda Conformità Normativa

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