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Svizzera: pubblicati in rete i nomi degli evasori stranieri. Il cammino della trasparenza

Fonte: FiscoOggi 04/06/2015

Il cammino verso la trasparenza si arricchisce non soltanto di dichiarazioni di principio ma di fatti concreti

Nuovo step nel processo di violazione del segreto bancario svizzero. La Confederazione elvetica ha pubblicato su internet i nomi di evasori fiscali stranieri, anche di quelli noti e facoltosi.  Nell’ ambito di decine di domande di assistenza, l’Amministrazione federale delle contribuzioni  (Afc) ha pubblicato online sul Foglio federale nome completo e qualche volta data di nascita, nazionalità e l’ ultimo indirizzo conosciuto in Svizzera di presunti evasori fiscali che non è riuscita a rintracciare. Il governo spiega questa scelta con la volontà di garantire a queste persone irreperibili la possibilità di essere sentite prima di dar seguito alle pratiche che le riguardano.

I nomi pubblicati

I nomi pubblicati sul foglio federale riguardano richieste provenienti, oltre che dalla Germania, da Francia, Gran Bretagna, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Norvegia, Svezia, Spagna, Israele, Russia e India. Secondo i media, tutti questi Paesi hanno ottenuto le informazioni su evasori fiscali a partire dai dati rubati alla banca Hsbc da Hervé Falciani. La Svizzera ufficialmente non concede assistenza amministrativa se le richieste di auto si fondano su informazioni ottenute illegalmente.
La pubblicazione di nomi di presunti evasori del fisco tedesco sorprende anche per un’ altra ragione. Dato che l’ intesa fiscale tra Berna e Berlino è fallita, la materia è regolata da un accordo del 1971, che però non contempla l’ evasione fiscale ma soltanto la frode.
Per le richieste relative agli Stati Uniti, il foglio federale non pubblica i nomi, ma solo le iniziali. Berna indica che questo trattamento particolare è legato al fatto che Washington, non conoscendo i nomi dei detentori dei conti bancari, ha inoltrato domande di assistenza di gruppo. In questo caso la pubblicazione dei nomi completi renderebbe ridicolo il diritto di essere ascoltati.

L’accordo con l’Unione Europea

La Svizzera e l’Unione europea hanno firmato qualche giorno fa a Bruxelles l’accordo sullo scambio automatico di informazioni in materia fiscale. Dovrebbe entrare in vigore il primo gennaio del 2017, con i primi scambi di dati nel 2018. L’intesa, firmata per l’Unione europea dal ministro delle Finanze lettone Janis Reirs (Riga detiene la presidenza di turno) e per la Svizzera dal segretario di Stato per le questioni finanziarie internazionali, Jacques de Watteville, prevede che la Svizzera e i 28 Stati Ue raccolgano i dati dei basi legali. Il testo dell’accordo si basa sullo standard globale per lo scambio automatico di informazioni a fini fiscali dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo in Europa (OCSE). Finora circa 100 Paesi, tra cui tutte le più importanti piazze finanziarie, si sono dichiarati favorevoli all’introduzione dello standard globale. Un primo gruppo di circa 50 Paesi porrà in vigore lo standard già nel 2016.
Una volta entrato in funzione, l’accordo permetterà agli Stati membri dell’Ue e alla Svizzera di identificare correttamente e inequivocabilmente i contribuenti, amministrare e far rispettare le proprie leggi fiscali in situazioni transfrontaliere, valutare la possibilità che venga perpetrata l’evasione fiscale ed evitare ulteriori indagini non necessarie.

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