Go to Top

Antiriciclaggio: non serve essere eroi, basta avviare una collaborazione attiva con la Guardia di finanza e con le Procure

come compilare il registro antiriciclaggio

Rassegna stampa 28/02/2016: Il Mattino di Padova di Giorgio Cecchetti

La Finanza sprona i commercialisti

Riciclaggio e infiltrazione, il generale Debidda: «Non chiediamo atti eroici ma segnalateci i sospetti»

antiriciclaggio_controlli_della_guardia_di_finanzaMESTRE.
L’ex procuratore generale Pietro Calogero per due volte di seguito, in occasione delle inaugurazioni dell’ anno giudiziario, aveva lanciato un appello citando il processo «Aspide» e l’infiltrazione del clan dei casalesi in ben settanta aziende venete, ricordano che le indagini avevano messo in rilievo come «nessun funzionario di banca e commercialista abbia fatto segnalazioni di operazioni illecite, mentre diversi notai si sono prestati a rogare atti intestati a dei prestanome analfabeti».

E, ieri, al convegno su «Criminalità economica e riciclaggio di denaro: i professionisti in prima linea», promosso dalla Conferenza permanente degli Ordini dei dottori commercialisti delle Tre Venezie presieduta da Dante Carolo, il generale della Guardia di finanza Pasquale Debidda, un tempo comandante in seconda, ha sottolineato di fronte a centinaia di commercialisti che non serve essere eroi, « basta avviare una collaborazione attiva con la Guardia di finanza e con le Procure » da parte dei professionisti impegnati in un settore che fa gola alla criminalità organizzata.

Il commercialista, ha proseguito l’alto ufficiale, deve capire con chi a che fare, non può accettare tutto ciò che gli racconta il cliente, «deve raccogliere dati veri su chi sia il titolare effettivo della società, quale attività svolga e che tipo di operazioni finanziarie faccia». Ha spiegato che il riciclaggio del denaro sporco è l’anello di congiunzione tra l’attività illegale e l’attività economica illegale. Ha aggiunto che i professionisti devono farsi carico delle segnalazioni di operazioni finanziarie sospette: «Voi non fate i poliziotti, ma svolgendo il vostro lavoro basta un semplice sospetto, basta un’ipotesi non è necessaria la certezza per la segnalazione».

Stando alla Banca d’Italia, i dati sulle operazioni di riciclaggio delle ingenti risorse finanziarie del Nordest rilevano che sono stati 4166 i casi segnalati nei soli primi 6 mesi nel 2015, oltre il 10% del dato nazionale. In testa la provincia di Verona con 664 segnalazioni per operazioni sospette, seguita a ruota da Padova 660, Venezia 526, Vicenza 509, Treviso 503.
È intervenuto poi Antonio Parbonetti, professore di economia aziendale a Padova, che ha illustrato una ricerca ancora in corso. Sono state 120 le operazioni contro organizzazioni mafiose nel Centro-Nord Italia dal 2005 al 2014: hanno portato a 1567 condanne per reato di associazione di stampo mafioso e il 25 per cento degli imputati erano azionisti o amministratori di società di capitali e 1139 sono le società di capitali criminali individuate. Non sono soltanto piccole aziende, tanto che il loro ricavo medio è di 5,9 milioni all’anno e sono maggiormente numerose nel settore delle costruzioni (22 per cento), immobiliare (19), commercio (12) e rifiuti (7). Infine, il docente ha concluso ricordando che quando interviene l’autorità giudiziaria e un’azienda criminale viene tolta di mezzo «nel comune e in quelli limitrofi le aziende dello stesso settore aumentano tutte il fatturato dell’1 per cento». In conclusione gli interventi di Giancarlo Tomasin e del procuratore della Repubblica di Venezia Carlo Nordio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *