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Antiriciclaggio in quattro mosse: le cose da sapere.

Le notizie di questi giorni, sul numero di segnalazioni di operazioni sospette inoltrate alla UIF, e il rapporto annuale della Guardia di Finanza sui controlli, sono uno spunto per fare il punto nel proprio studio professionale, e in particolare negli studi dei commercialisti, avvocati e centri elaborazione dati contabili, delle procedure adottate per rispettare la normativa antiriciclaggio.

E’ la stessa Guardia di Finanza che con le istruzioni del mese di marzo dello scorso anno, ha emanato una importante circolare sui controlli negli studi professionali (la n. 83607 del 19 marzo 2012 accompagnata da una serie di allegati tra cui la “Scheda normativa e modulo operativo n. 6) che ha ribadito la necessità di dotare lo studio di procedure più o meno articolate al fine di rispettare la normativa antiriciclaggio.

Sia gli avvocati che i commercialisti, devono dotare la propria organizzazione professionale di un sistema di conoscenze finalizzato a prevenire e contrastare il fenomeno del riciclaggio di denaro di provenienza illecita e quindi evitare pesantissime sanzioni che la normativa antiriciclaggio prevede nei casi di omissioni.
Il primo punto da esaminare è quello di nominare all’interno dello studio professionale un incaricato per gli adempimenti antiriciclaggio. Tale incaricato dovrà aver preliminarmente seguito un corso di formazione antiriciclaggio e avere la panoramica generale della normativa.
La funzione principale dell’incaricato all’antiriciclaggio nello studio è quella di coordinamento delle informazioni e dei dati necessari per il rispetto della normativa.
Successivamente l’avvocato o il commercialista, deve tenere in considerazione i seguenti passaggi che sono fondamentali per il rispetto della legge antiriciclaggio.

1)  Comprendere le attività da monitorare per l’antiriciclaggio;
E’ molto importante avere la chiara cognizione di quelle che sono le attività professionali che sono soggette agli obblighi antiriciclaggio da quelle che non vi sono soggette. Ad esempio l’attività di formazione, l’elaborazione delle dichiarazioni fiscali, sono attività professionali escluse, mentre invece per gli avvocati bisognerà prestare molta attenzione alla tipologia di incarichi che gli stessi ricevono dal cliente anche alla luce dei recenti chiarimenti del Consiglio Nazionale Forense.

2) Fare l’adeguata verifica del cliente;
Per gli avvocati e i commercialisti gli obblighi di adeguata verifica della clientela consistono nelle seguenti attività:
– identificare il cliente e verificarne l’identità sulla base di documenti, dati o informazioni ottenuti da una fonte affidabile e indipendente;
– identificare l’eventuale titolare effettivo e verificarne l’identità;
– ottenere informazioni sullo scopo e sulla natura prevista della prestazione professionale;
– svolgere un controllo costante nel corso della prestazione professionale

3) Preparare e alimentare il fascicolo del cliente;
La normativa antiriciclaggio obbliga gli avvocati e i commercialisti a conservare alcuni documenti ritenuti d’interesse (documenti per l’identificazione del cliente, le dichiarazioni del cliente sul titolare effettivo, le visure camerali, il documento per l’attribuzione del rischio al cliente etc) all’ interno di uno specifico fascicolo.

4) Registrare le attività.
Gli obblighi di registrazione hanno ad oggetto i dati identificativi del cliente e le generalità dei delegati ad operare per conto del cliente e vanno adempiuti entro 30 giorni dal termine della prestazione, ovvero dall’accettazione dell’incarico professionale o dalla eventuale conoscenza successiva di ulteriori informazioni. Le modalità di tenuta del registro antiriciclaggio possono a scelta dei professionisti essere diverse.

Con questi quattro semplici concetti, gli avvocati e i commercialisti, sono in grado di predisporre delle procedure antiriciclaggio per lo studio professionale.

Dott. Antonio Fortarezza
© Riproduzione riservata

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